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LA STORIA della CALCE Cos'è la calce
 

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___ Elaborazione del P.O.S.

RELAZIONE SULL’ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE

Premessa;
Il cantiere viene realizzato in relazione alle proprie scelte autonome,tenendo conto,sulla base della specifica conoscenza degli obiettivi da raggiungere al fine di garantire l’esecuzione dei lavori rispondano perfettamente alle condizioni stabilite dal Piano di Sicurezza e Coordinamento,dal Progetto Esecutivo e dalle prescrizioni stabilite in relazione alle tecniche indicate nel Capitolato Speciale d’Appalto, nonchè all’osservanza della buona tecnica e,a darli finiti nel termine contrattuale.
Prima dell’ avvio ai lavori viene posta in essere una disamina tecnica preventiva sulla situazione dell’ area del cantiere, la quale permetterà l’identificazione degli attraversamenti di linee elettriche aeree o di cavi sotterranei, fognature, acquedotti presenza di eventuali servitù a favore di altri fondi confinanti, per verificare se emergono elementi che possono interferire o costituire pericolo sull’ andamento dei lavori e/o richiedono interventi immediati prendendo accordi con le società ed aziende esercenti le reti.
Se trattasi di edificio oggetto a demolizione, parimenti alla disamina tecnica preventiva dell’ area del cantiere viene posta in essere un indagine particolare per pianificare preventivamente la sequenza dei lavori partendo da conoscenze approfondite delle strutture e delle tecniche lavorative dell’epoca di realizzazione, per verificare le condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da demolire.In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che, durante la demolizione, si verifichino crolli intempestivi.Alla luce dei criteri indicati, la valutazione si articolerà all’identificazione delle condizioni di lavoro per i singoli posti di lavoro in cantiere e, su questa analisi saranno individuati gli obiettivi da raggiungere e predisporre i mezzi per prevenire i rischi e per migliorare le condizioni di lavoro, attraverso un programma di lavoro per sviluppare le attività di prevenzione necessarie ed al raggiungimento degli obiettivi previsti.
All’esito dell’analisi, saranno predisposte le azioni informative e formative necessarie per lo sviluppo delle attività di prevenzione, mediante una verifica periodica degli obiettivi che si vogliono raggiungere e,vengono valutate ed aggiornate in funzioni dell’ evoluzione tecnica e dei cambiamenti dei processi produttivi.
I lavori verranno eseguiti in normale orario diurno su cinque giorni alla settimana, con possibilit àdi utilizzo dei sabati. L’ esecuzione dei lavori viene programmata tenendo conto, oltre che delle necessità operative, anche delle condizioni meteorologiche ed ambientali, con particolare riguardo al vento forte, specie se a raffiche, al gelo, alla pioggia forte.

La recinzione dell’area del cantiere.
Al fine di identificare nel modo piuà chiaro l’area dei lavori dovrà essere recintato il cantiere lungo tutto il perimetro per impedire l’accesso agli estranei e segnalare in modo inequivocabile la zona dei lavori. La recinzione dovrà essere realizzata da pannelli ciechi in lamiera, con irrigidimenti nervati e paletti di sostegno composti da tubolari metallici zincati di diametro non inferiore a mm. 40 di altezza pari a m.2, e larghezza m. 2,80, controventati con blocchi di cls alla base dal peso non inferiore a 25 kg. , morsetti di collegamento, elementi cernierati, corredati di cartelli in bianco con striscie trasversali in rosso di altezza m.2 e larghi m.0,90 inoltre dovrà essere corredata di richiami di divieto e pericolo nonchà di sistemi per la visibilità notturna,che saranno mantenuti in buone condizioni e resi ben visibili per tutta la durata dei lavori.
All’ingresso del cantiere , dovrà essere posto in maniera ben visibile il cartello di identificazione del cantiere, conforme alla circolare del Ministero dei Lavori Pubblici n° 1729/UL del 1° giugno 1990, e legge n. 47/85 si richiama la necessità dell’apposizione del cartello di cantiere, facendo obbligo agli istituti di controllo di segnalare le inottemperanze sia riguardo le caratteristiche dell’opera che dei soggetti interessati.

La viabilità del cantiere.
Al termine della recinzione del cantiere viene posta in essere un indagine particolare la quale permetterà di definire i percorsi carrabili e pedonali, limitando, per quanto consentito dalle specifiche lavorazioni da eseguire, il numero di intersezioni tra i due livelli di viabilità. Nel tracciamento dei percorsi carrabili, si deve considerare una larghezza tale da consentire un franco non minore di 70 centimetri almeno da un lato, oltre la sagoma di ingombro del veicolo per consentire il passaggio ai soli pedoni. Una volta tracciati i percorsi, bisogna ricorrere a sbarramenti per differenziare i percorsi pedonali da quelli carrabili ,allo scopo di ridurre i rischi derivanti dalla sovrapposizione delle due differenti viabilità. In linea di principio,i percorsi devono essere adottate opportune misure:
• il fondo deve essere idoneo a permettere il transito in sicurezza (piano, resistente, senza ristagni d’acqua ecc...).
• le vie di transito devono passare lontano da buche o cigli di scavo (ad evitare rischi di caduta o cedimenti del terreno per effetto del peso dei mezzi) e non in aderenza a ponteggi, gru, zone soggette a demolizioni ecc... (per evitare esposizione a caduta di materiali per le persone e possibili urti di automezzi alle strutture per quanto possibile le vie di transito non devono passare sotto la zona di lavoro della gru)
• le rampe di accesso al fondo degli scavi devono avere pendenza e larghezza opportuna
• passaggi e scale con gradini ricavati nel terreno devono essere realizzate con tavole e paletti deve essere impedito l’accesso a punti pericolosi (sotto ponti sospesi, ponti a sbalzo e scale aeree; presso demolizioni,cigli di scavo, aperture nelle solette o prospicienti il vuoto, vasche, luoghi ove esista rischio di caduta dall’ alto, ecc...)
• passerelle ed andatoie devono essere robuste, avere larghezza di almeno mt 0.60 per il solo transito di persone e 1.20 per il trasporto di materiale, devono disporre sui lati verso il vuoto di idonei parapetti e tavola fermapiede le vie di transito devono essere percorribili in sicurezza, mantenute sgombre da attrezzi, materiale, attrezzature,cavi elettrici, macerie, ecc...; deve essere garantita una sufficiente visibilità, se sono presenti ostacoli non eliminabili essi devono essere segnalati e, per quanto possibile, protetti.

Gestione dei servizi igienico-assistenziali.
Una volta tracciati i percorsi del cantiere si provvederà mirando all’ottimizzazione delle condizioni di sicurezza relative alla movimentazione orizzontale e verticale dei carichi., a scegliere il luogo fisso dove verranno impiantati e gestiti, delle baracche da adibire, ad ufficio di cantiere, spogliatoi per gli operai, nonchè servizi igienico assistenziali commisurati al numero degli addetti che potrebbero averne la necessità contemporaneamente.
Ogni baracca dovrà essere dotata di finestra apribile, nella misura del possibile, per consentire un’adeguata superficie aero illuminante del locale. I pavimenti, le pareti e i soffitti sanno tali da poter essere pulite. La posizione, il numero e le dimensioni delle porte saranno determinati dalla natura e dall'uso dei locali. I locali saranno riscaldati nella stagione fredda. Gli impianti interni alle baracche dovranno essere realizzati in conformità a quanto stabilito dalla legge 46/90 e dalla normativa tecnica (CEI 64-8).
Nelle baracche dovranno realizzarsi i seguenti sevizi:
Ufficio
di cantiere dotato di telefono con affissi i numeri telefonici di pronto soccorso, di pronto intervento e di utilità generale e si dovrà tenere i seguenti documenti:
•Piano di Sicurezza e Coordinamento in originale
•Fascicolo tecnico da aggiornare con l’andamento dei lavori a cura del CSE
•Copia della notifica preliminare all’organo di vigilanza ex art. 11 – d. lgs. 494/’96 e successivi aggiornamenti
•Copia della Concessione edilizia, DIA
•Iscrizione alla Camera di Commercio
•Libro matricola del personale addetto
•Registro infortuni
•Verbali di verifica ed ispezione degli organi di vigilanza
•Nominativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
•Nominativo del medico competente scelto dall’impresa
•Nominativo dei Rappresentante di Lavoratori per la Sicurezza e degli addetti
•Piano operativo di sicurezza redatto dalle imprese presenti in cantiere
•Certificati medici di idoneità alla mansione
•Vaccinazioni antitetaniche obbligatorie
Copia delle schede di sicurezza dei prodotti chimici utilizzati.
•Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e dei quadri
•Schema e Denuncia impianto di messa a terra
•Calcolo e denuncia Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche
•Valutazione dei livelli di esposizione al rumore ai sensi del d. lgs. 277/’91.

Spogliatoi
dimensionati sulla base del numero complessivo medio di lavoratori presenti; la superficie del locale è pari a 1.20 mq per addetto, con superficie minima di 6.00 mq e altezza media maggiore o uguale a 2.40 o 2.70 con riferimento alla durata di utilizzo complessivo per l’opera in oggetto; devono essere di agevole pulizia ed avere pavimenti e pareti per un’altezza di 2.00 m rivestiti in materiale impermeabile e facilmente lavabile. L’illuminazione e la ventilazione devono essere realizzate secondo previsto dai regolamenti locali. Gli spogliatoi devono essere dotati di armadietti a doppio scomparto ad uso individuale con panche per sedersi e opportunamente riscaldati durante la stagione invernale ventilato e condizionato per il caldo.

Presidi sanitari
se il cantiere è lontano dai posti pubblici permanenti di pronto soccorso va prevista una camera di medicazione. Essa risulta obbligatoria qualora le attività presentino rischi di scoppio, asfissia, infezione o avvelenamento e quando l’ impresa occupi più di 50 addetti soggetti all’ obbligo delle visite mediche preventive e periodiche. Negli altri casi è sufficiente tenere la cassetta del pronto soccorso se nel cantiere sono occupati più di 50 addetti; in quelli di modesta entità basta il pacchetto di meditazione. Cassetta e pacchetto di medicazione devono contenere quanto indicato e previsto dalla norma almeno:
1) un tubetto di sapone in polvere;
2) una bottiglia da gr. 250 di alcool denaturato;
3) tre fialette da cc. 2 di alcool iodato all’l %;
4) due fialette da cc. 2 di ammoniaca;
5) un preparato antiustione;
6) un rotolo di cerotto adesivo da m. 1 x cm. 2;
7) due bende di garza idrofila da m. 5 x cm. 5 ed una da m. 5 x cm. 7;
8) dieci buste da 5 compresse di garza idrofila sterilizzata da cm.10 x 10;
9) tre pacchetti da gr. 20 di cotone idrofilo;
10) tre spille di sicurezza;
11) un paio di forbici;
12) istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del medico

Servizi igienici
devono essere divisi per sesso, con acqua in quantità sufficiente tanto per uso potabile che per lavarsi, latrine e orinatoi in numero di almeno 1 ogni 10 lavoratori sulla base del numero complessivo medio di lavoratori presenti nell’ area di cantiere.
I servizi igienici devono avere una superficie minima di 1,20 mq, lato minore maggiore di 0.90 e h maggiore di 2.40, ove applicabile normativa specifica (barriere architettoniche) tali requisiti dovranno conformarsi a quanto previsto.
Quando l’ accesso avviene da un locale chiuso, i servizi igienici devono essere dotati di antibagno, nel quale di norma è collocato un lavandino; devono essere di agevole pulizia ed avere pavimenti e pareti per un’ altezza di 2.00 m rivestiti in materiale impermeabile e facilmente lavabile.
I lavandini devono essere in un numero minimo di uno ogni 5 lavoratori sempre sulla base del numero complessivo medio dei lavoratori presenti, dotati di acqua calda e fredda e di mezzi detergenti e per asciugarsi. L’ illuminazione e la ventilazione devono essere realizzate secondo previsto dai regolamenti locali. Il locale dovrà essere ben installato per evitare il ristagno di acqua sotto la base e, se necessario, ventilato e condizionato per il caldo.

Docce
sono previste per gli addetti che devono eseguire lavorazioni insudicianti o che espongono a polverosità. I locali doccia devono avere superficie minima di 1.60 mq, comprensivi dello spazio necessario per rivestirsi, altezza dl almeno 2.40 m ed essere in comunicazione con gli spogliatoi. L’ illuminazione e la ventilazione devono essere realizzate secondo previsto dai regolamenti locali. Il locale dovrà essere ben installato per evitare il ristagno di acqua sotto la base e, se necessario, ventilato e condizionato per il caldo.

Refettorio
arredati con tavoli e sedili, opportunamente riscaldati e dotati di scaldavivande, in alternativa stipulare un contratto con trattorie/ristoranti ubicati nelle immediate vicinanze del cantiere.

Dormitorio
non si prevedono lavori che comportano turni notturni ,in alternativa stipulare un contratto con alberghi e/o pensioni nelle immediate vicinanze del cantiere.

Pulizia
le installazioni e gli arredi destinati ai refettori, agli spogliatoi, ai bagni, alle latrine, ai dormitori ed in genere ai servizi di igiene e di benessere per i lavoratori devono essere mantenuti in stato di scrupolosa manutenzione e pulizia a cura del datore di lavoro. A loro volta, i lavoratori devono usare con cura e proprietà i locali, installazioni, gli impianti e gli arredi destinati ai servizi

La segnaletica di sicurezza.
Una volta tracciati i percorsi del cantiere e individuati il posizionamento delle baracche si dovrà provvedere mirando all’ottimizzazione delle condizioni di sicurezza relativi ai luoghi o le situazioni di pericolo ad installare la segnaletica in maniera appropriata alle situazioni di fatto ed alle circostanze specifiche. La segnaletica deve essere coerente con la situazione in cui viene posto e, ad uguale situazione, devono corrispondere stessi segnali e stessi criteri di posa.
In cantiere sono da prevedersi, in genere, i seguenti cartelli:
- agli ingressi, pedonali o carrabili,: divieto di accesso ai non addetti, obbligo d’ uso delle scarpe antinfortunistiche, del casco protettivo e dei guanti, di avvertimento della caduta negli scavi, di carichi sospesi,cartello di pericolo generico con specifica di entrare adagio, cartello di divieto di superare la velocità massima consentita in cantiere (per es., 15 Km/h);
- lungo le vie di circolazione: ripetere il cartello di velocità massima consentita e disporre cartello di avvertimento passaggio veicoli;
- nei luoghi in cui esistono specifici pericoli: obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuali, in relazione alle necessità
- sotto il raggio di azione degli apparecchi di sollevamento e in prossimità di ponteggi: cartello di avvertimento di carichi sospesi;
- in prossimità dei quadri elettrici e delle linee elettriche aeree e interrate: cartello di avvertimento tensione elettrica pericolosa, di divieto di spegnare con acqua;
- sui mezzi di trasporto: divieto di trasporto persone;
- in prossimità di macchine di cantiere: cartelli di divieto di pulire e lubrificare con gli organi in moto, divieto di effettuare manutenzioni con organi in moto, divieto di rimuovere i dispositivi di protezione e di sicurezza,divieto di avvicinarsi alla macchine con scarpe, cravatta e abiti svolazzanti, cartelli sulle norme di sicurezza d’ uso delle macchine (sega circolare, betoniera, tagliaferri e piegaferri, ...);
- in prossimità degli scavi: cartelli di avvertimento di caduta negli scavi, cartelli di divieto di avvicinarsi agli scavi, di avvicinarsi all’ escavatore in funzione e di depositare materiali sui cigli dello scavo;
- distribuite nel cantiere: cartelli riportanti le norme di sicurezza per gli imbragatori ed il codice di segnalazione delle manovre per la movimentazione dei carichi;
- sui box di cantiere: cartelli riportanti la destinazione d’ uso dei locali;
- in prossimità del box dove è ubicato il pacchetto o la cassetta di medicazione: estratto delle procedure per il primo soccorso;
- nel luogo dove sono ubicati gli estintori: cartello di identificazione dell’estintore;
- presso il box uffici o in altro luogo ben visibile: cartello riportante i numeri utili per l’ intervento dei vigili del fuoco e dell’ ambulanza;
- lungo le vie d’ esodo: cartelli di salvataggio indicanti i percorsi e le uscite d’emergenza.

L’impianto elettrico di cantiere.
L’ impianto elettrico di cantiere deve essere eseguito da ditta abilitata dalla Camera di Commercio, come previsto dalla Legge 46/90 all’art. 2. I suddetti impianti non sono soggetti a progettazione obbligatoria ai sensi della Legge 46/90 art. 12 comma 2. L’ installatore è in ogni caso tenuto al rilascio della dichiarazione di conformità, integrata dagli allegati obbligatori previsti, che va conservata in copia in cantiere. La suddetta dichiarazione di conformità deve essere rilasciata dalla Ditta esecutrice dello impianto prima della messa in servizio dell’impianto stesso. Prima dell’utilizzo dell’impianto dovrà essere inviata regolare denuncia agli organi competenti.
La Ditta installatrice che interviene per svolgere l’attività professionale propria deve attenersi al piano di sicurezza in ogni caso ricevono dal titolare dell’impresa che opera nel cantiere le informazioni circa i pericoli cui sono esposti e le misure di sicurezza da attuarsi per far fronte ai pericoli derivanti dalle attività edilizie o derivanti dall’ambiente in cui deve operare. Il lavoratore autonomo a sua volta fornisce al datore di lavoro dell’impresa/e che opera/no in cantiere indicazioni circa i rischi derivanti dalla propria attività e che potrebbero estendersi alle altre persone operanti nel cantiere.
La realizzazione dell’impianto elettrico di cantiere deve essere concordato preventivamente tra la ditta installatrice e l’impresa appaltatrice in rapporto ai macchinari previsti, alle soluzioni più convenienti ed allo stesso tempo sicure per i dipendenti ed il personale operante in cantiere.
L’impianto sarà realizzato attenendosi alle norme CEI (L. 186/68). Si procederà preventivamente alla determinazione dei carichi, al calcolo delle sezioni dei conduttori e alla stesura degli schemi elettrici.
L’impianto sarà costituito da quadri principali e secondari (di zona) costruiti in serie per cantieri (ASC), muniti di targa indelebile indicante il nome del costruttore e la conformità alle norme (CEI 17.13/4).
Tutti i componenti dell’impianto elettrico avranno grado di protezione minimo IP44, ad eccezione delle prese a spina di tipo mobile (volanti), che avranno grado di protezione IP67 (protette contro l’immersione) e degli apparecchi illuminanti, che avranno un grado di protezione IP55.
Le prese a spina saranno protette da interruttore differenziale con Idn non inferiore a 30 mA (CEI 64-8/7 art. 704.471).
Nei quadri elettrici ogni interruttore proteggerà al massimo 6 prese (CEI 17-13/4 art. 9.5.2).
Ad evitare che il circuito sia richiuso intempestivamente durante l’esecuzione di lavori elettrici o per manutenzione apparecchi e impianti, gli interruttori generali di quadro saranno del tipo bloccabili in posizione di aperto o alloggiati entro quadri chiudibili a chiave (CEI 64-8/4 art. 462.2).
Tutti i quadri saranno dotati di interruttore generale di emergenza (CEI 64-8/7 704.537:
- del tipo a fungo di colore rosso, posizionato all’esterno per i quadri dotati di sportello chiudibile a chiave;
- coincidente con l’interruttore generale di quadro, per i quadri privi di chiave.
Per le linnee saranno utilizzati i seguenti cavi:
- N1VV-K o FG7R o FG7OR per la posa fissa e interrata;
- H07RN-F o FG1K 450/750 V o FG1OK 450/750 V per posa mobile.
Le linee elettriche fisse saranno in parte aeree - qualora queste intralcino la circolazione saranno opportunamente protette contro il danneggiamento meccanico (CEI 64-8/7 art. 704.52) - e in parte interrate - anche queste opportunamente protette e segnalate contro i danneggiamenti meccanici.
Sarà vietato installare cavi elettrici con guaina in PVC nel caso in cui si temano temperature inferiori a zero gradi.
Le lampade portatili saranno alimentate a 220 V direttamente dalla rete, oppure a 24 V tramite trasformatore di sicurezza (SELV). Nei luoghi conduttori ristretti, quali scavi a sezione ristretta, cunicoli, serbatoi metallici, saranno utilizzate lampade a bassissima tensione di sicurezza (CEI 64-8/7 art. 706.471.2b). In alternativa saranno utilizzate lampade con sorgente autonoma.
Gli apparecchi elettrici trasportabili (mobili o portatili) da utilizzare in luoghi conduttori ristretti, saranno alimentati a bassissima tensione di sicurezza (trasformatore di sicurezza 220 - 24 V) oppure saranno protetti con separazione elettrica (mediante trasformatore d’isolamento 220 - 220 V). In alternativa saranno utilizzati apparecchi elettrici dotati di sorgente autonoma.
Sarà proibito collegare a terra gli apparecchi elettrici alimentati a bassissima tensione di sicurezza o quelli alimentati da trasformatore d’isolamento (CEI 64-8/4 artt.411.1.4.1 e 413.2.7). In ogni caso il trasformatore d’isolamento o di sicurezza sarà mantenuto fuori del luogo conduttore ristretto.

L’impianto di terra di cantiere.
sarà realizzato all’atto dell’installazione degli apparecchi elettrici. Questo avrà lo scopo di fornire lo stesso potenziale di terra a tutte le masse e le masse estranee. L’impianto di terra sarà coordinato con l’interruttore generale posto a protezione dell’impianto elettrico, nel rispetto de condizione che la resistenza di terra (Rt, espressa in Ohm) sia non inferiore al rapporto di 25 (V) e la corrente differenziale nominale d’intervento o di regolazione (Idn, in ampere) dello stesso interruttore generale.
Il numero dei dispersori saranno calcolato in modo tale che n=R/Rt, dove R è la resistenza del singolo dispersore in funzione della resistività (in OhM m) del terreno in cui viene infisso ed Rt la resistenza di terra (valutata con l’espressione precedente).
I picchetti saranno posti a distanza non inferiore alla somma delle loro lunghezze.
I dispersori di terra di protezione dai contatti indiretti saranno collegati con i dispersori di terra di protezione dalla scariche atmosferiche.
La sezione minima dei conduttori di protezione (Sp) sarà determinata in funzione della sezione del conduttore di fase (S) in base alla seguente tabella:
- Sp=S, per S minore o uguale a 16 mmq;
- Sp=16 mmq, per S compreso tra 16 e 35 mmq;
- Sp=S/2, per S maggiore a 35 mmq.
La sezione minima del conduttore di terra sarà :
- determinata in funzione della tabella del conduttore di protezione, ma con un minimo di 16 mmq se isolato e direttamente interrato;
- determinato dalla tabella del conduttore di protezione, se isolato e posato entro tubo in PVC pesante;
- determinato dalla tabella del conduttore di protezione, ma con un minimo di 35 mmq, in rame, o 50 mmq, in ferro zincato, se nudo e direttamente interrato.
Le baracche metalliche saranno collegate a terra qualora presentano una resistenza verso terra inferiore a 200 Ohm.
Le giunzioni tra i conduttori saranno ridotte al minimo indispensabile e protette contro la corrosione (CEI 64-12art.3.6).

Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche in cantiere.
sarà realizzato per le strutture metalliche, le opere provvisionali, i recipienti e gli apparecchi metallici di notevoli dimensioni (art. 39 DPR 547/55). In base alla norma CEI 81-1, si definiscono di grandi dimensioni le strutture per le quali Nf>Nel, con Nf numeri di fulmini che statisticamente può colpire la struttura nella zona di ubicazione del cantiere e nel numeri di fulmini ammessi, in relazione al danno medio che un fulmine può determinare. Se Nf è minore o uguale a Nel, la struttura non sarà dotata di impianto di protezione, sarà considerata autoprotetta.
I dispersori per la protezione contro le scariche atmosferiche saranno collegati all’impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti (CEI 81-1 art. 2.4.01).

Modalità di accesso dei mezzi di fornitura dei materiali
I conducenti dei veicoli, siano essi dipendenti dell’Impresa o personale operante come “nolo a caldo”, dovranno attenersi scrupolosamente alle norme di circolazione del codice della strada e di quelle particolari relative al cantiere o alle norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro.
In particolare si prescrive che i conducenti di dei mezzi di approvvigionamento delle forniture vengano accompagnati al luogo di destinazione (e viceversa) da personale dell’Impresa opportunamente istruito e sotto la responsabilità del direttore tecnico del cantiere; saràà inoltre compito del reposto illustrare ai conducenti la dislocazione degli accessi alle zone non interessate dall’intervento in quanto potenziali punti in cui è presente il rischio di collisione con gli utenti dell’area.
Si prescrive infine che la velocità massima all’interno delle aree di cantiere non debba superare i 10 Km/h, allo scopo di limitare il rischio di investimenti, ma anche per ridurre la possibile emissione di polveri.
La individuazione dei depositi di materiali dovranno essere presi in subordinazione ai percorsi, alla eventuale pericolosità dei materiali (combustibili, gas compressi, vernici...), ai problemi di stabilità (non predisporre, ad esempio,depositi di materiali sul ciglio degli scavi ed accatastamenti eccessivi in altezza).
Il deposito di materiale in cataste, pile, mucchi va sempre effettuato in modo razionale e tale da evitare crolli o cedimenti pericolosi.
È opportuno allestire i depositi di materiali così come le eventuali lavorazioni che possono costituire pericolo in zone appartate del cantiere e delimitate in modo conveniente.
La raccolta, stoccaggio ed allontanamento dei rifiuti il responsabile del cantiere è responsabile del corretto stoccaggio, nonchè dell’evacuazione, dei detriti, delle macerie e dei rifiuti prodotti dal cantiere, ai sensi del comma c) dell’art. 9 del D. Lgs. 494/’96 e s.m.i.
In particolare nella categoria dei rifiuti vengono accorpati tutti i materiali di scarto che possono essere presenti in cantiere dopo l’avvio dei lavori; imputabili sia alle attività (imballaggi e contenitori, materiali di risulta artificiali o naturali provenienti da scavi e demolizioni, liquidi per la pulizia e la manutenzione di macchine ed attrezzature, rifiuti provenienti dal consumo dei pasti) sia all’abbandono sul terreno, precedente o contestuale alle opere, da parte di ignoti.
Per quanto riguarda i rifiuti prodotti dalle attività si forniscono nel seguito le diverse tipologie di trattamento e smaltimento:
- rifiuti assimilabili agli urbani provenienti dal consumo dei pasti, che possono essere conferiti nei contenitori dell’Azienda di raccolta dei rifiuti, presenti in zona;
- laterizi, malta, residui di intonaci, da smaltire in impianti autorizzati previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e successivo trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
materiali plastici da smaltire in impianti autorizzati previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e successivo trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
materiali ferrosi contenenti piombo da smaltire in impianti autorizzati previa raccolta in imballaggi sigillati ed etichettati come disposto dalla normativa vigente e successivo trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
vetro e materiali affini da smaltire in impianti autorizzati previa raccolta in tramogge/cassoni posizionati in prossimità delle aree di lavorazione e successivo trasporto/smaltimento con vettore autorizzato;
- rifiuti speciali non pericolosi derivanti dall’uso di sostanze utilizzate come materie prime ed accessorie durante i lavori; quali gli olii esausti ed i liquidi di lavaggio delle attrezzature che manipolano composti chimici (es. impastatrice) dovranno essere stoccati in recipienti etichettati posti al coperto, utilizzando un bacino di contenimento in grado di contenere eventuali spandimenti.
L’Impresa incaricata dell’attività dovrà provvedere all’allontanamento quotidiano dei materiali di demolizione e di quanto non riutilizzabile in sito.
Il direttore tecnico di cantiere è tenuto, in qualità di delegato dal datore di lavoro, a curare che il deposito e l’allontanamento dei materiali avvengano correttamente e che gli spostamenti di uomini e materiali all’interno del cantiere avvenga in condizioni ordinate e di sufficiente salubrità, secondo quanto prescritto dagli art. 8 e 9 del D.Lgs. 494/’96 e s.m.i, nonchè dai decreti legislativi 05/02/1997 n° 22 e 08/11/1997 n° 389 e dalle altre norme eventualmente vigenti al momento dell’esecuzione dei lavori.
Il responsabile di cantiere è tenuto a garantire una corretta gestione dei rifiuti conferendoli a soggetti specificatamente autorizzati allo smaltimento a norma di legge (D Lgs. 22/’97 e 389/’97), provvedendo che durante il trasporto siano accompagnati da un formulario di identificazione sul nuovo modello, riportato nei D.M. 145 e 148 del 1/4/1998 che costituiscono regolamenti per la definizione e l’approvazione del modello e dei contenuti del formulario di accompagnamento dei rifiuti ai sensi del citato D. Lgs. 22/’97. In merito alla compilazione dei registri di carico/scarico dei rifiuti trasportati individuati, rispettivamente dal D.M. 145 e 148 del 1/4/1998.
Non si prevede la presenza di materiali con pericolo di incendio , comunque, per lo stoccaggio e il deposito di eventuali materiali infiammabili si prescrivono le seguenti misure di sicurezza:
Individuare una zona all’esterno degli edifici oggetto di intervento;
• Stoccare in quantità minima e indispensabile i prodotti pericolosi;
• Chiudere i prodotti in locali o armadi provvisti di segnaletica interna ed esterna di sicurezza (completa dei numeri telefonici di emergenza e dei nominativi incaricati e formati per la lotta antincendio) e aerazio naturale;
• Tenere a disposizione le schede di sicurezza relative ai prodotti;
• Dotare i locali degli opportuni mezzi di estinzione antincendio portatili in riferimento alla tipologia di prodotto depositato.
Al fine di evitare l’innesco e la propagazione di incendi particolare attenzione dovrà essere prestata per i seguenti punti:
- Evitare di realizzare all’interno degli edifici carichi di incendio superiori a quelli propri degli edifici stessi.
- Evitare di realizzare, nelle pertinenze degli edifici, strutture o depositi di materiale combustibile (polistirolo, guaine per impermeabilizzazione, legname, liquidi infiammabili, vernici, elementi in linoleum per i pavimenti ecc…) che, in caso di incendio, possano compromettere la resistenza delle strutture dell’edificio e propagare l’incendio all’edificio stesso.
- Evitare, all’interno e all’esterno degli edifici, la presenza di punti di innesco di possibile incendio sia durante i lavori sia nelle pause o interruzioni degli stessi.
- Frazionare nel tempo gli arrivi nel cantiere degli approvvigionamenti dei materiali infiammabili (guaine, bombole gas, ecc...). A questo proposito si ordina all’impresa di concordare preventivamente con il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione una tempistica di ingresso degli eventuali materiali combustibili in cantiere.
L’impresa dovrà redigere un elenco relativo ai materiali di approvvigionamento pericolosi con indicazione dei tempi di utilizzo in relazione ai quali sarà necessario organizzare l’immagazzinamento ed il deposito.Sarà pertanto necessario procedere con i seguenti accorgimenti:
1. Predisporre forniture di minor quantitativo, ma più frequenti;
2. Dislocare i materiali infiammabili ed esplosivi in depositi isolati o compartimentati all’esterno degli edifici;
3. Distribuire i materiali su piani alternati o sufficientemente distanti tra di loro in modo da impedire la propagazione di un eventuale incendio;
4. Rendere edotti, informare e sensibilizzare i lavoratori sui particolari rischi connessi alle lavorazioni in relazione alla peculiarità del luogo all’interno.
Si dovranno inoltre attuare i provvedimenti per la protezione attiva e passiva quali:
1. Verificare l’efficienza dei dispositivi antincendio esistenti
2. Conoscere la dislocazione dei dispositivi attivi antincendio esistenti e quelli predisposti per il cantiere
3. Localizzare piccoli depositi in aree distanti fra loro
4. Non lasciare in cantiere durante le ore di inattività bombole di gas. Queste dovranno essere sempre allontanate.

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Le 16 ore
di formazione sono obbligatorie dal 1 gennaio 2009



• Valutazione
rischio rumore


• Valutazione
rischio caduta dall'alto

• Valutazione
rischio caduta
materiale dall'alto

• Valutazione
rischio investimento
schiacciamento

• Valutazione
rischio urti/tagli
abrasioni

• Valutazione
rischio elettrocuzioni
folgorazioni


• Valutazione
rischio
vibrazioni

• Valutazione
rischio movimentazione
manuale
dei carichi




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