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---Manutenzione Fabbricati

LE TECNICHE DI RISTRUTTURAZIONE IN SICUREZZA

Generalità
Gli interventi di ristrutturazione di fabbricati obsoleti e fatiscenti sono molto complessi, perchè molto spesso risultano strettamente connessi ad attività di consolidamento statico e/o a demolizioni di superfetazioni o parti abusive dell’edificio da ristrutturare.
Rimandando, quindi, le problematiche relative alle opere di ricostruzione e finitura, esamineremo in questo capitolo gli aspetti di sicurezza e di prevenzione dei rischi in cantiere specifici per le macro attività relative a :
consolidamento di strutture portanti;demolizione di parti di edificio esistenti.
Le ristrutturazioni possono riguardare sia consolidamenti sia demolizioni o, come più spesso avviene entrambe questi raggruppamenti di attività.
Il consolidamento
Consolidare significa in generale migliorare le caratteristiche meccaniche di strutture lesionate per renderle sicure e adatte a sopportare i carichi di esercizio.
Gli interventi di consolidamento di elementi strutturali vetusti e fatiscenti derivano da scelte progettuali, che si possono formulare solo dopo un esame approfondito del fabbricato nel suo complesso ed, in particolare, da:
• verifica delle condizioni di fatto sia statiche che costruttive;
• determinazione delle cause del dissesto delle strutture;
• capacità statiche residue delle strutture dissestate.
Solamente con la preventiva conoscenza delle strutture dissestate si possono predisporre interventi in sicurezza.
Verifica delle condizioni di fatto
La diagnosi di strutture portanti compromesse si base sull’individuazione di tutte le lesioni, che rappresentano i segnali ovvero le manifestazioni esteriori dei dissesti statici, da cui si può risalire alla determinazione delle cause perturbatrici o scatenanti il dissesto stesso.
Le lesioni si possono presentare sotto forma di:
•fessurazioni, di vario andamento ed entità
•rotazioni e fuori piombo di strutture murarie;
•abbassamenti e cedimenti di archi, volte, ecc..
Determinazione delle cause di dissesto
Le più frequenti cause di dissesto sono da imputarsi, oltre che alla vetustà, che degrada le caratteristiche dei materiali, a variazioni termiche ed igrotermiche, agenti atmosferici (contatto con l’acqua meteorica), movimenti di assestamento del terreno di fondazione, sovraccarichi non previsti, uso di materiali non idonei o mal connessi e errate considerazioni strutturali in fase progettuale.
Il degrado dei materiali può riguardare:
•il ferro d'armatura, che nel tempo si è ossidato;
•il legname attaccato da funghi, muffe o tarli oppure carbonizzato, se posto in vicinanza a canne fumarie, nonch ècompromesso dall'umidità dei vani, in cui la circolazione dell'aria è insufficiente;
•il conglomerato cementizio danneggiato dal gelo e da atmosfere aggressive (carbonatazione), nel caso in cui non fosse stato compatto e, quindi, si fosse imbevuto d'acqua;
•i materiali lapidei sgretolati o sfaldati;
•le murature schiacciate dal carico eccessivo o imbevute d’acqua risalente dal terreno.
Le azioni termiche provocano dilatazioni e contrazioni nei materiali, che determinano stati tensionali interni con conseguente disgregazione del materiale stesso
Capacità statiche residue delle strutture dissestate.
Solo dopo l’analisi approfondita della situazione statica dell’opera da consolidare, si possono decidere le tecniche di rinforzo da utilizzare, ma sicuramente, in attesa di compiere gli interventi, può essere necessario intervenire con lavori di consolidamento provvisori da rimuovere dopo aver effettuato i lavori definitivi.
Si tratta, quindi, di applicare alle strutture:
•puntelli di scarico;
•catene e tiranti metallici, che stabilizzano le deformazioni già create, impedendone l’incremento;
•cerchiature di pilastri e colonne per consolidare i materiali costituenti queste strutture sollecitati da carichi assiali troppo elevati.
I puntelli.
I puntelli sono elementi strutturali lineari sollecitati alla compressione assiale.
I puntelli possono essere realizzati con i seguenti materiali:
•legname ben stagionato e di prima qualità;
•acciaio prodotto in profilati di varia forma;
•conglomerato cementizio armato;
•muratura di laterizio pieno portante.
Lo scopo strutturale dei puntelli può essere:
•di sostegno, quando hanno la funzione di scaricare i carichi verticali, che portano al dissesto le strutture portanti per schiacciamento dei materiali costituenti;
•di ritegno, quanto si oppongono alla rotazione delle strutture portanti;
•contemporaneamente di ritegno e di sostegno.
I puntelli di solito sono vincolati alla testa direttamente alle strutture portanti dissestate e al piede al terreno o su altre strutture sufficientemente robuste per accogliere i carichi trasmessi.

Le demolizioni.
L'attività di demolizione è molto complessa e rappresenta una tecnica specialistica assestante in quanto implica la conoscenza di nozioni statiche (indispensabili per individuare i punti e gli elementi su cui intervenire e la successione temporale delle opere da demolire) e di nozioni di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro da applicare agli interventi specifici, che data la particolarità del tipo di lavoro sono sempre diversi da intervento a intervento.
Le demolizioni eseguite in maniera non corretta possono provocare il crollo improvviso della struttura con gravi danni alle cose e alle persone.
Questa attività è molto pericolosa e la maggior parte degli incidenti avviene per inesperienza degli operatori.
È, quindi, opportuno affidare sempre i lavori di demolizione ad imprese specializzate.
L'attività, di prevenzione degli infortuni nei lavori di demolizione deve tenere conto che alcuni degli incidenti che si possono verificare sono simili a quelli che accadono durante le opere di costruzione, mentre altri sono strettamente legati alla tecnica adottata.
Le misure di prevenzione e di sicurezza devono essere adattate al caso specifico conoscendo l'opera da demolire e le sue interferenze con l'esistente, oltre che dopo aver scelto la tecnica di demolizione da utilizzare.
Verifica delle condizioni dell’opera da demolire.
L’opera da demolire deve essere preventivamente studiata al fine di individuarne la struttura portante originaria e le modifiche che alla stessa sono state apportate; ne va inoltre compreso lo stato di conservazione, tenendo presente che eventuali cedimenti o lesioni possono essere o meno palesi e quindi una struttura puòessere degradata o fatiscente e, quindi, pericolosa anche se il suo aspetto a prima vista può apparire soddisfacente.
Per demolire correttamente si devono conoscere le tecniche costruttive dell'epoca in cui la struttura è stata costruita.
Deve essere studiata preventivamente sia la struttura nel suo complesso, sia le singole parti dell'opera e le opere adiacenti in modo da individuare l'eventuale necessità di eseguire opere di rafforzamento, come suggerito dal D.P.R. n.164/56, art.71.
Particolare cura deve essere posta nell'analisi delle modifiche apportate durante l’utilizzazione del fabbricato, che possono diventare cause di crollo improvviso, quando la demolizione inneschi una variazione alle condizioni di equilibrio statico.
Bisogna porre particolare attenzione anche ai seguenti fattori:
•cedimento del terreno di fondazione;
•alterazione dei materiali di costruzione dovuto al degrado.
È, possibile a questo proposito che il ferro d'armatura sia ossidato, il legname tarlato, oppure carbonizzato se posto in vicinanza a canne fumarie, compromesso dall'umidità di locali in cui la circolazione dell'aria è insufficiente.
I conglomerati cementizi possono essere danneggiati a causa del gelo e atmosfere aggressive, nel caso in cui non fossero stati compatti e quindi si fossero imbibiti d'acqua.
Anche i materiali lapidei possono essere degradati, per azioni fisiche, chimiche e biologiche che possono essere presenti anche contemporaneamente.
Tra le cause di degrado fisico particolarmente gravi sono quelle termiche, del gelo, dell’acqua meccaniche.
In particolare le azioni termiche provocano dilatazioni e conto della temperatura che determinano stati tensionali interni con conseguente disgregazione del materiale.
Molto importante è ricercare le azioni interne e capire le loro condizioni di equilibrio rispetto al procedere della demolizione.
Si tratta, pertanto, di individuare strutture precompresse e, specialmente nelle strutture più antiche, la statica dei muri portanti, delle volte e delle mensole.
Le condizioni di stabilità dell'opera in corso di demolizione devono essere continuamente verificate perchè possono mutare rapidamente nel corso dei lavori.
Lo stesso dicasi per le opere costruite in aderenza, nelle quali possono comparire lesioni a causa sia della scomparsa del contrasto, sia per le vibrazioni e gli urti legati alla demolizione in corso.
Qualora venga accertata la presenza di opere o parti di opere pericolanti, devono essere effettuate strutture di rafforzamento, come prescritto dal D.P.R. 164, art.1 "Prima dell'inizio di lavori di demolizione è fatto obbligo di procedere alla verifica delle condizioni di conservazione e di stabilità delle varie strutture da demolire”.
In relazione al risultato di tale verifica devono essere eseguite le opere di rafforzamento e di puntellamento necessarie ad evitare che durante la demolizione, si verifichino crolli non controllati e previsti.
Le opere di rafforzamento possono interessare volte, archi, balconi, vani di finestre, ma anche pareti o murature portanti oppure interi paramenti di facciata come nel caso di ristrutturazioni di edifici in cui debbano essere sostituiti i : completamente o in parte.
In questi casi le opere di rinforzo devono essere eseguite dal basso verso l'alto e cioè al contrario delle demolizioni che procedono sempre dall'alto verso il basso e sono in genere costituite da putrelle e ponteggi: queste opere debbono essere calcolate da un progettista qualificato.
Programma delle demolizioni
Una volta effettuata la verifica statica della struttura, particolarmente importante è che le demolizioni vengano programmate in modo che le lavorazioni non rappresentino pericoli, come dettato anche all'art.72 del DPR n.164/56 "I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine dall'alto verso il basso e devono essere condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento e di quelle eventuali adiacenti, ricorrendo, ove occorra, al loro preventivo puntellamento.
La successione dei lavori, quando si tratti di importanti ed estese demolizioni, deve risultare da apposito piano di interventi, che deve essere firmato dall'imprenditore e dal direttore dei lavori e deve essere tenuto a disposizione degli ispettori del lavoro.
Il piano programma delle demolizioni deve essere elaborato tenendo quindi conto delle preesistenze e, inoltre, delle tecniche da usare e dei macchinari compatibili per dimensioni e peso con i luoghi.
Nelle demolizioni è opportuno evitare l'uso di attrezzi che agiscano per urto, come mazze e martelli, che possono provocare fessurazioni e inoltre inducono vibrazioni che possono rivelarsi dannose per la stabilità della struttura.
È bene scegliere apparecchi che riducano al minimo le vibrazioni e gli scuotimenti: a questo proposito e anche per quanto riguarda la propagazione delle polveri, risultano più adatti gli utensili idraulici rispetto a quelli ad aria.
Nella stesura del programma delle demolizioni deve essere individuata una lavorazione non strettamente connessa con la demolizione vera e propria, ma indi­spensabile dal punto di vista della prevenzione degli infortuni: la neutralizzazione degli impianti esistenti.
Devono essere individuati gli impianti del gas, elettrico, dell'acqua e quanto altro la specifica destinazione dell'edificio su cui si interviene suggerisce esistere, inter­rompere l'erogazione in accordo con le società fornitrici e predisporre, se necessario, reti alternative provvisorie.
Nel caso di edifici industriali, può essere molto facile imbattersi in materiali dannosi per la salute degli addetti e per l'ambiente, come amianto, presente nelle coperture di cemento-amianto, che richiede lo studio di un Piano di Bonifica e smaltimento di sostanze tossiche, e lo smaltimento di questi materiali deve essere eseguito da ditte specializzate, il cui intervento deve essere anch'esso pianificato.
Sbarramento della zona da demolire
Nella zona sottostante la demolizione devono essere vietati la sosta ed il transito, delimitando la zona stessa con appositi sbarramenti. L'accesso allo sbocco dei canali di scarico per il caricamento ed il trasporto del materiale accumulato deve essere consentito soltanto dopo che sia stato sospeso lo scarico dall'alto (art. 75, D.P.R. n. 164/56).
Convogliamento del materiale.
II materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali, il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di due metri dal livello del piano di raccolta. I canali suddetti devono essere costruiti in modo che ogni tronco imbocchi nel tronco successivo; gli eventuali raccordi devono essere adeguatamente rinforzati.
L'imboccatura superiore del canale deve essere sistemata in modo che non possano cadervi accidentalmente persone. Ove sia costituito da elementi pesanti o ingombranti il materiale di demolizione deve essere calato a terra con mezzi idonei.
Durante i lavori di demolizione si deve provvedere a ridurre il sollevarne polvere, irrorando con acqua le murature ed i materiali di risulta (art. 74, ! n. 164/56).
A proposito della riduzione della polvere con l'irrorazione d'acqua, non bisogna esagerare per non compromettere la stabilità delle strutture; può essere più sano l'uso di maschere antipolvere.
Misure di sicurezza durante le demolizioni
La sicurezza dei lavoratori in cantiere è sempre legata all'ordine e alle vigenti norme nel cantiere stesso: nel caso delle opere di demolizione il mantenimento del cantiere in condizioni accettabili a questo fine è molto più difficile da quindi si deve vigilare con particolare attenzione.
A questo proposito è necessario organizzare il lavoro in modo che il demolito non venga accumulato in maniera caotica, non venga abbandonato o ponti di servizio ma allontanato con sollecitudine.
È ovvio, come già detto, il materiale non deve essere gettato dall'alto ma trasportato con mezzi che lai luogo avrà suggerito di adottare.
Possono essere adottati anche gli appositi canali, curando la posa degli Sf modo che gli addetti non possano cadere nell'imboccatura e curando l'irriti ogni tronco in quello successivo. Deve essere anche curata la produzione di | che, come già detto, deve essere ridotta al minimo: a questo scopo occorre in l'ultimo tratto del canale in modo da diminuire la velocità di uscita del fermare l'estremo inferiore del canale ad una distanza da terra di circa 2 metri.
La zona di sbocco del materiale va delimitata da apposite barriere; devoti posti in opera cartelli che ricordino che l'accesso per il carico dei materiali i è consentito solo quando non sia in corso l'operazione di scarico. Si possono usati per la raccolta anche raccoglitori a tramoggia.
Nella demolizione dei tetti è necessario montare un sottopalco se su possibilità di caduta degli operai da un'altezza superiore ai due metri; in ogni piano non portante, bisogna usare la cintura di sicurezza.
Prima di tutto il resto è necessario demolire comignoli e canne fumarie fuoriuscenti oltre il piano del tetto.
Nel caso di costruzioni vecchie bisogna tenere conto che spesso il cornicione è legato alla struttura dell'ultimo solaio ma è anche trattenuto dal peso del tetto.
Prima di rimuovere l'armatura è quindi necessario, peri crolli, puntellare il cornicione stesso.
Questa regola deve essere seguita in tutti i casi di sbalzi, come ad balconi i quali, specialmente nel caso siano di pietra, possono anche essere degenerati dal punto di vista del materiale e quindi possono crollare al primo urto.
Anche i gradini a sbalzo delle scale si trovano nella stessa situazione per cui viene demolita la muratura sovrastante: bisogna quindi puntellarli oppure salirvi sopra.
La demolizione dei muri deve essere fatta servendosi di ponti di servizio indipendenti dall'opera in demolizione. È vietato fare lavorare gli operai sui muri in demolizione.
Gli obblighi su indicati non sussistono quando trattasi di muri di altezza inferiore ai 5 metri; in tali casi e per altezze da 2 a 5 metri si deve fare uso di cinture di sicurezza.
Salvo l'osservanza delle leggi e dei regolamenti speciali e locali, la demolizione di parti di strutture aventi altezza sul terreno non superiore a 5 metri può essere effettuata mediante rovesciamento per trazione o per spinta.
La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e senza strappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamente isolati dal resto del fabbricato in demolizione in modo da non determinare crolli intempestivi o non previsti di altre parti.
Devono inoltre essere adottate le precauzioni necessarie per la sicurezza del lavoro quali: trazione da distanza non minore di una volta e mezzo l'altezza del muro o della struttura da abbattere e allontanamento degli operai dalla zona interessata.
Si può procedere allo scalzamento dell'opera da abbattere per facilitarne la caduta soltanto quando essa sia stata adeguatamente puntellata; la successiva rimozione dei puntelli deve essere eseguita a distanza a mezzo di funi.
Il rovesciamento per spinta può essere effettuato con martinetti solo per opere di altezza non superiore a 3 metri, con l'ausilio di puntelli sussidiari contro il ritorno degli elementi smossi. Deve essere evitato in ogni caso che per lo scuotimento del terreno in seguito alla caduta delle strutture o di grossi blocchi possano derivare danni o lesioni agli edifici vicini o ad opere adiacenti pericolosi ai lavoratori addetti (art. 76, D.P.R. n. 164/56).
Dopo l'abbattimento per rovesciamento bisogna porre attenzione al fatto che possono essersi sviluppate sollecitazioni nella parte rimanente della struttura tali da provocare crolli in un momento successivo.
La demolizione dei solai deve essere condotta con molta cautela in quanto gli stessi possono aver subito gravi danneggiamenti dei travetti, sia nel caso siano di ferro, sia nel caso siano di legno.
Infatti, come già detto, il legno può essere danneggiato dal calore oppure marcito per l'umidità, mentre il ferro può essere a sua volta compromesso da ruggine o quant'altro.
È poi sempre possibile che travetti siano stati tagliati per far passare canne, indebolendo così la struttura.
Come già detto, è necessario non accumulare materiali in quantità eccessiva sui solai e non far cadere materiale dall'alto.


SCHEDA PER ELABORAZIONE DEL POS .
CATEGORIA: Demolizioni.
OPERAZIONE: Demolizione e/o di scomposizione di residui di strutture, collegate ad altri corpi da non demolire, eseguita a mano o con martelli pneumatici o elettrici o con altri idonei mezzi meccanici compreso il trasporto alle pubbliche discariche.

ATTREZZATURE E MATERIALI A SERVIZIO DEI LAVORATORI
ATTREZZATURE: Martello pneumatico o elettrico, Compressore, Flex, Fiamma ossiacetilenica, saldatrice Camion, Piccone, Pala, Mazza, ecc.
RISCHI PER LA SICUREZZA FISICA DEI LAVORATORI .
- Rovina parziale o totale del manufatto
- Contatto accidentale con le macchine operatrici
- Cadute accidentali di persone nel vuoto; caduta di materiali.
- Elettrocuzione; inalazione di polvere; vibrazioni e rumori.
- Strappi muscolari, abrasioni, strappi, punture e tagli.
- Schiacciamento di arti e contusioni.
MISURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NEL CANTIERE .
1) Curare che i lavori procedano con cautela dall'alto verso il basso; predisposizione del programma dei lavori a firma del responsabile di cantiere (art.72 del D.P.R. 164/1956).
2) Adozione dei mezzi personali di protezione (casco, occhiali, guanti, scarpe, cinture di sicurezza, mascherine ed altri mezzi) previsti dagli artt.377, 381, 382, 383, 384, 385, 386, 387 del D.P.R. 547/1955 conformi alle norme UNI-EN di cui al Decreto Min. Ind. Comm. e Art.17/1/1997.
3) Adozione di mezzi idonei ad eliminare o a diminuire le vibrazioni ed i rumori (art.24 D.P.R. 303/1956.
4) Adozione di mezzi per la difesa contro la caduta accidentale di materiali come disposto dall'art.11 del D.P.R. 547/1955.
5) Adozione di impalcati di servizio idonei ad impedire o ridurre l'altezza di possibili cadute (art.16 del D.P.R. 164/1956).
6) Verifica della stabilità e realizzazione di puntellamenti (art.71 D.P.R. 164/1956).
7) Adozione di mezzi idonei ad evitare l'avvicinamento delle persone per mezzo di opportuni avvisi e transennamenti con le modalità di cui all'art.12 del D.P.R. 164/1956.
8) Adozione di dispositivi atti al disinserimento della linea elettrica di alimentazione durante la manutenzione (artt.47,48, 344 e 375 del D.P.R. 547/1955).
9) Realizzazione di eventuali collegamenti elettrici a terra previsti dagli artt.271 e 272 del D.P.R. 547/1955 con le modalità di cui agli artt.324 e 325 del D.P.R. 547/1955.
10) Verifica della valvola di sicurezza del compressore (art.167 del D.P.R. 547/1955).
11) Adozione di segnaletica di sicurezza conforme al D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 493.
12) Gli operai la cui esposizione quotidiana personale al rumore supera i 90 dB devono essere sottoposti a visita medica obbligatoria annuale e biennale negli altri casi (art.44 D.Lgs. 277/1991).


SCHEDA PER ELABORAZIONE DEL POS .
CATEGORIA: Risanamenti e consolidamenti.
OPERAZIONE: Consolidamento di volte in pietra calcarea, mediante pulizia dell'intra­dosso e dell'estradosso, perforazioni armate e sigillatura dei giunti.
ATTREZZATURE E MATERIALI A SERVIZIO DEI LAVORATORI .
ATTREZZATURE: Martello elettrico, Scalpello, Attrezzatura varia.
MATERIALI: Tondini di acciaio, malta cementizia, cementi speciali.
RISCHI PER LA SICUREZZA FISICA DEI LAVORATORI
- Elettrocuzione.
- Cadute dall'alto dell'operatore.
- Caduta dall'alto del materiale.
- Inalazione di polvere.
- Irritazioni epidermiche.
- Offese al capo ed agli occhi.
MISURE DI SICUREZZA DA ADOTTARE NEL CANTIERE .
1) Adozione dei mezzi personali di protezione (casco, occhiali, guanti, scarpe, mascherine ed altri mezzi) previsti dagli artt.377, 381, 382, 383, 384, 385, 387 del D.P.R. 547/1955 conformi alle norme UNI-EN di cui al Decreto Min. Industria 17/1/1997.
2) Verifica di stabilità delle strutture, successiva adozione dei puntellamenti necessari e adozione di sbarramenti per impedire la sosta ed il transito nella zona sottostante le lavorazioni (artt.71 e 75 del D.P.R. 164/1956).
3) Adozione di mezzi per la difesa contro la caduta accidentale di materiali come disposto dall'art.11 del D.P.R. 547/1955.
4) Adozione di impalcati di servizio idonei ad impedire o ridurre l'altezza di possibili cadute (art.16 del D.P.R. 164/1956).
5) Adozione di utensili elettrici portatili a tensione inferiore a 50 Volt verso terra per lavorazioni in luoghi molto umidi o a contatto con grandi masse metalliche (art.313 del D.P.R. 547/1955).
6) Adozione di segnaletica di sicurezza conforme al D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 493.